Il Castello di Roccacasale: esempio di Archeologia Medioevale

L'importanza storico-architettonica del Castello di Roccacasale è stata avvalorata da un interessante lavoro di tesi in archeologia medioevale svolto dalla Dott.ssa Letizia Cucinelli, laureatasi presso la Facolta di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi G. D'Annunzio di Chieti in Operatore dei Beni Culturali.

Di seguito viene riportato per gentile concessione un abstract della tesi.

Tratto della cinta perimetrale sud-ovest“L'imponente e suggestivo castello di Roccacasale sfrutta una tipologia costruttiva tipica della Valle Peligna costituita da una torre principale posta al vertice di una cinta perimetrale a forma di triangolo isoscele.

L'analisi archeologica delle emergenze murarie rimaste intatte dalle ingiurie del tempo ha portato alla formulazione di un ipotetica successione cronologica e diacronica delle stesse. I versanti superstiti del mastio appartengono ad un'unica facies costruttiva: essi presentano un paramento disposto in filari sub-orizzontali di pietra calcarea di dimensioni variabili legati da malta di colore biancastro.

L'interno era diviso in quattro piani separati tra loro da volte a botte delle quali sono ancora visibili le imposte. Non essendo state ritrovate tracce di scale sui paramenti murari si è ipotizzato che l'accesso da un piano all'altro avveniva tramite scale a legno e botole o aperture ricavate dalle arcate delle volte stesse. Ciò è solo ipotizzabile in quanto non esiste purtroppo la possibilità di esaminare i restanti lati interni ormai andati perduti.

La natura scoscesa dello sperone roccioso sul quale è edificata la torre ha vincolato lo sviluppo planimetrico della stessa che in pianta assume una forma molto stretta. I piani in elevato erano probabilmente semplici corridoi da utilizzare per il passaggio interno. Un'attenta analisi della forte angolatura delle imposte per le volte a botte conferma tale ipotesi: ciò rende ancora più evidente la funzione prettamente militare della torre.

Le stesse tipologie murarie del mastio sono riscontrabili nella struttura ad esso adiacente, nel primo tratto della cinta muraria e nei resti degli ambienti interni. Un'accurata analisi della posa in opera del materiale calcareo e delle relazioni stratigrafiche che intercorrono tra le strutture ha portato alla conclusione che esse facessero parte dell'impianto originario del Castello di Roccacasale. Di quest'ultimo non appare nelle fonti storiche disponibili l'atto di fondazione ma l'analisi archeologica delle emergenze murarie ha reso possibile la collocazione cronologica del primo impianto, presumibilmente edificato intorno al XII secolo.

Particolare della cinta nord Degna di menzione è la singolare struttura posta alla base della torre: la scarpa. Essa presenta delle sostanziali differenze con l'impianto originario sia nella posa in opera sia nelle dimensioni del pezzame. Dall'esame archeologico essa è risultata essere una foderatura dello sperone roccioso sul quale si erge la torre e quindi ascrivibile ad un periodo non antecedente il XIII secolo.

L'indagine condotta sul secondo tratto della cinta muraria del Castello di Roccacasale ha portato a credere che essa sia un ampliamento di epoca successiva destinato anche ad inglobare le mura del magnifico Palazzo Baronale.

La torre d'ingresso posizionata a pochi metri dai resti di quest'ultimo, i cui paramenti differenziano totalmente da quelli della torre principale, è stata probabilmente edificata per creare un accesso raggiungibile dal borgo sottostante.

Interno della Torre Purtroppo non esistono validi elementi datanti per collocare cronologicamente le varie fasi di questo ampliamento soprattutto perché l'intervento di restauro ha coperto tracce fondamentali da un punto di vista archeologico.

Il Castello di Roccacasale, nonostante le condizioni inflitte dallo scorrere del tempo, conserva tutt'oggi la sua imponenza caratterizzando il paesaggio della Conca Peligna.”