I tedeschi a Roccacasale

Dopo l’8 settembre 1943 (firma dell’armistizio), presa coscienza che i prigionieri del campo 78 di Fonte D’Amore erano evasi e si erano rifugiati nei vari paesi della Valle Peligna, i comandi tedeschi diedero inizio ad una forte attività di rastrellamento e rappresaglia verso chiunque avesse dato aiuto di qualsiasi entità ai fuggiaschi.

Alle prime luci del mattino del 6 ottobre 1943, Roccacasale fu letterlamente circondata dalle truppe tedesche, quelle motorizzate provenienti dalla valle e quelle appiedate dal monte sovrastante. In breve tempo i militari si riversarono con i fucili spianati per le vie del paese, già gremite di persone dirette in montagna a fare legna per l’inverno imminente. I tedeschi erano alla ricerca dei prigionieri e di quanti davano loro aiuto, ma di fatto rastrellarono tutte le persone di sesso maschile che incontravano, raggruppando i malcapitati nei pressi dell’attuale Piazza A. Volta.

Le persone catturate furono all’incirca 38. Passarono ore di terrore per gli arrestati e le loro famiglie, data l’incertezza sulla loro sorte e sulle motivazioni degli arresti. Dopo il primo rastrellamento nelle strade i tedeschi iniziarono una perlustrazione nelle varie abitazioni per accertare che non vi fossero prigionieri nascosti.

Alla fine si contarono, oltre ai 38 ostaggi roccolani, ben 42 prigionieri fuggiti. I cittadini roccolani e i fuggiaschi furono condotti al campo 78. I primi rimasero alcuni giorni nel campo di Fonte D’Amore, dopodiché molti furono scarcerati e poterono tornare dalle loro famiglie. Nove persone, tuttavia, furono deportate in Germania nei locali campi di concentramento e sterminio.

Le motivazioni per cui queste persone furono deportate rimangono ancora oggi di fatto oscure; il fatto certo è che fu un atto sommario. I nomi dei deportati sono: Casasanta Egidio fu Vincenzo, Colella Mario fu Angelo, D’Ascanio Carlo fu Angelo, De Simone Angelo fu Agostino (anni 16), De Simone Ettore fu Venanzio, Di Filippo Sabino fu Francesco, Santilli Carmine fu Benedetto, Scarpone Giuseppe fu Antonio, Spadino Erminio fu Antonio. Ebbero la fortuna di tornare Casasanta Egidio, De Simone Ettore e Santilli Carmine.

Tedeschi in via dei Lauri Dopo i tristi eventi del 6 ottobre 1943 e le sciagurate deportazioni che ne conseguirono a Roccacasale si insediò un comando tedesco di supporto alle truppe del fronte. L’occupazione tedesca a Roccacasale viene oggi ricordata da coloro che all’epoca erano poco più che ragazzi come abbastanza pacifica. Tale pacifica convivenza tuttavia non era dettata da un rapporto paritario, ma bensì dalla minaccia che i tedeschi operavano di bruciare il paese se le loro richieste non fossero state esaudite.

Non era raro che venisse imposta alla popolazione di fornire al comando il bestiame oppure sale, farina e quant’altro, e la cittadinanza doveva rispondere positivamente. Molti sono gli episodi che vengono tramandati su quel periodo; alcuni evidenziano le sofferenze dei roccolani, ma anche l’angoscia di alcuni di quei militari che si erano ritrovati a combattere un nemico che non era il loro, lasciando a migliaia di chilometri di distanza le loro case e le loro famiglie.

 Banda tedesca in piazza

Nell’ultimo periodo della permanenza tedesca a Roccacasale, poco prima della ritirata, probabilmente capitò al locale comando che una banda musicale tedesca dovesse ivi rimanere per alcuni giorni. Il comando in segno di buona convivenza con la popolazione occupata fece comunicare tramite lo strumento del “bando” che in piazza si sarebbe tenuto un concerto bandistico. La gente, sorpresa e intimorita dall’insolita comunicazione dei tedeschi, ma incuriosita dall’evento eccezionale, soprattutto dopo tutte le privazioni subite, accorse in massa ad ascoltare. Il concerto, come è documentato dall’eccezionale fotografia, riscosse un grande successo di pubblico. Dopo pochi mesi il comando tedesco lasciò Roccacasale.